Addio al Nubilato
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Addio al Nubilato

«Andiamo, dai! Guarda che partono senza di noi!»
E sarebbe così male?
Faceva caldo e lei era nervosissima quella mattina.
Monica recuperò il trolley dai sedili posteriori della macchina della sua amica Camilla, che la stava guardando malissimo col telecomando nella mano tesa.
«Sei strana oggi… Tutto ok?»
Chiuse lo sportello e fece segno di no con la testa.
Si misero in cammino per raggiungere il gate.
Il cattivo umore di Monica non si sposava bene con il weekend che Camilla aveva organizzato.
«La riunione di ieri è andata malissimo, il capo ha bocciato il mio progetto, e mi ha trattata da schifo.»
«Se è per questo ti tratta di merda una volta a settimana…»
Vero: il suo capo era una stronza.
Sembrava goderci nell’essere sgarbata e brusca con lei.
«Perciò non mi sembra una buona ragione per farsi rovinare il weekend!»
Camilla la prese per mano e la trascinò in aeroporto.
Una delle sue migliori amiche, Caterina, stava per sposarsi.
Camilla e le altre della comitiva del liceo le avevano organizzato un addio al nubilato coi fiocchi: mega villa con piscina e spa privata in Sardegna, un imponente rifornimento di super alcolici che già le aspettavano al fresco nei vari frigoriferi della casa, la spiaggia a 5 minuti di distanza.
Monica era un’imbucata: era uscita solo qualche volta assieme a Camilla e alla futura sposa, ma non conosceva nessuna delle altre partecipanti al viaggio.
Anche quello la metteva un po’ a disagio: partire con delle sconosciute, condividere spazi e tempi con loro.
In un altro periodo magari sì, ma considerando il momentaccio che stava vivendo a lavoro…
«Eccoci!»
Camilla corse verso un gruppo di ragazze già in fila per l’imbarco.
Erano circa una decina.
Impossibile non individuare la sposa fra di loro: le avevano già fatto indossare uno di quei cerchietti col velo e un’esplicita maglietta bianca con la scritta “Bride to be”.
«Ragazze che bello! Finalmente ci siete anche voi!»
Caterina le andò incontro e le presentò tutte le sue amiche.
Monica strinse la mano a tutte e si sforzò di sorridere, o quantomeno di far sparire il muso.
«Sono stata troppo contenta quando Camilla mi ha detto che saresti venuta con noi.»
La futura sposa prese Monica sotto braccio.

«So anche che non sei troppo di buonumore in questo periodo. Ma vedrai, le mie amiche sono simpaticissime, ci divertiremo tanto!»
E ci credeva davvero mentre lo diceva: forse avrebbe dovuto lasciarsi contagiare da quell’entusiasmo e tentare di godersi il fine settimana anche lei.
A quella stronza ci pensiamo lunedì.
Raggiunsero le altre e si misero in coda per l’imbarco.
Il volo sarebbe stato brevissimo; non avevano selezionato i posti e quindi gliene toccò uno random.
Nel posto accanto al suo si era già seduta una ragazza, che subito si alzò per farla passare.
«E quindi tu sei l’amica di Camilla! Mi ha parlato molto di te.»
Monica la guardò meglio.
Era una delle ragazze che le erano state appena presentate ma, ovviamente, lei ne aveva dimenticato il nome un attimo dopo la stretta di mano.
La ragazza iniziò a ridere.
«Ti sei già dimenticata di me? Guarda che potrei anche offendermi!»
«Anna?»
«Fuocherello… Marianna.»
«Perdonami sono negata con i nomi!»
Superato l’imbarazzo iniziale, Monica trascorse tutta l’oretta scarsa di volo a parlarci.
Era simpatica, intelligente e piacevole.
Venne fuori che anche Marianna aveva lavorato per la sua stessa azienda, addirittura con il suo stesso capo, ma era andata via almeno un paio d’anni prima che assumessero lei.
«Non pensarci, è una stronza quella, faceva così anche con me!»
«E non sei mai riuscita a farla smettere?»
Marianna fece un sorriso compiaciuto.
«In realtà a un certo punto si… Ma non ti svelerò come!»
«Dai! Non farmi implorare!»
Il sorriso furbetto di Marianna si allargò ancora di più.
«Oddio, non è che mi dispiacerebbe sentirtelo fare…»
Quella frase suonò quasi sexy… Ma forse se lo era immaginato lei.
Una volta arrivate, all’uscita dell’aeroporto c’era già il van per il transfer pronto ad aspettarle.
Una delle partecipanti, quella che era stata nominata fotografa del gruppo, le richiamò tutte prima di salire a bordo.
«Tutte vicine che scatto!»

Marianna si materializzò improvvisamente accanto a Monica.
Le passò un braccio attorno a un fianco e si mise in posa, facendo la linguaccia.
«Più vicine! E dite tutte “Viva la sposa”!»
La strinse ancora di più, fino a poggiare la testa contro la sua.
«Possiamo partire adesso?! Non vedo l’ora di buttarmi in piscina!»
La villa era spettacolare.
La ragazza dell’agenzia immobiliare che gliel’aveva fittata fece fare loro un rapido giro turistico.
«Mi raccomando, dalle 19:00 tutte pronte in piscina che arriveranno i nostri barman per farvi divertire.»
Camilla applaudì forte, seguita dal resto delle ragazze, poi corsero da Caterina, la sollevarono in braccio e corsero a scaraventarla in piscina.
Il weekend stava per decollare.
Il tempo di una doccia veloce e un rapido cambio e già era arrivata l’ora di scendere alla festa.
Camilla e Monica si erano sistemate in una delle camere doppie della villa.
«Comunque ho notato una cosa: Marianna non ti leva gli occhi di dosso.»
Monica scoppiò a ridere.
«Ma va, cosa cazzo dici! Ci stiamo simpatiche, abbiamo fatto il volo vicine.»
Camilla si sedette sul lettone per allacciarsi i sandali.
«Che casualità, vero? Sai che quello era il posto che era venuto fuori a me? Ieri sera ho condiviso le carte d’imbarco sul nostro gruppo Whatsapp, lei mi ha contattato in privato e mi ha chiesto di fare cambio posto.»
«E perché lo avrebbe fatto?»
La sua amica la guardò con aria sorniona.
«Perché c’era anche la tua e aveva scoperto che poi sarebbe stata seduta accanto a te, te l’ho detto.»
Monica rimase imbambolata.
«Dai cazzo Monica, e svegliati un po’! Le piaci, palese!»
Scesero in piscina.
Le ragazze erano tutte già in acqua, ognuna con il suo drink.
«Era ora! Dove eravate finite.»
Marianna arrivò con due bicchieri anche per loro.
«Questi li hanno fatti i barman che la tipa ci aveva promesso prima.»
Due ragazzi in costume stavano preparando cocktail per le altre, tutte estasiate in piscina a squadrarli.
«Cazzo che boni!»
Camilla corse anche lei in acqua per godersi lo show da vicino, lasciandole sole.

«Tu non vai?»
«Mah! Quelli col fisico scolpito non mi attraggono più di tanto.»
«E cos’è, invece, che ti attrae… Sentiamo!»
Marianna se ne stava davanti a lei, tutta bagnata, con le braccia conserte.
In quella posa, con le braccia strette proprio sotto il seno, era impossibile non fissarle le tette: aveva una terza abbondante e il bikini che indossava doveva essere una taglia in meno.
«Ma tu non hai nulla da bere? Ne prendiamo uno anche per te?»
Senza aspettare la risposta, Monica sgattaiolò via imbarazzata verso l’angolo bar.
Uno dei ragazzi le passò un gin tonic.
Tornò da Marianna e glielo diede fingendo disinvoltura.
«Mi stavi per dire cosa ti attrae…»
Non molla.
«In un uomo?»
«O anche in una donna.»
Le piantò gli occhi addosso e Monica sentì improvvisamente il bisogno di fare un lungo sorso del suo drink.
«Per caso è una mia impressione o fa caldissimo?»
Fra lo sguardo di Marianna e le temperature effettivamente alte nonostante fosse quasi iniziato il tramonto, Monica si stava squagliando.
«Secondo me dovremmo fare un bagno.»
Si sfilò rapidamente il copricostume, stava per entrare in piscina quando Marianna le afferrò il polso, trattenendola.
«Bagno sì, ma ho un’idea migliore.»
Lasciò il polso e le prese la mano.
«Scendiamo a vedere la spiaggia.»
Senza lasciarle il tempo di obiettare, Marianna la condusse fuori dal cancello e poi lungo il sentiero che portava alla caletta vicino alla villa.
Con il sole che tramontava era ancora più bella.
C’erano delle persone a fare il bagno, un gruppo di adolescenti con delle birre e le chitarre, una coppia che giocava con il cane.
«Caspita! È il paradiso!»
Effettivamente aveva avuto una bella idea a scappare dalla piscina.
«Se non ci fosse tutta questa gente in giro, si potrebbe pensare di fare il bagno nude!»
«Beh, possiamo tornare più tardi…»

Le uscì strana, ma Monica se ne rese conto solo a frase ormai pronunciata.
Marianna si voltò a guardarla mentre correva verso l’acqua.
«Io intanto comincio a farlo già adesso!»
Si tuffò e, quando riemerse, nella mano tesa fieramente fuori dell’acqua, stringeva il suo bikini rosso.
«Avanti, ti sfido.»
Non ce ne sarebbe stato bisogno.
Monica raggiunse il bagnasciuga, lasciò le ciabattine e il pezzo di sopra del costume.
Entrò in acqua coprendosi il seno con un braccio mentre Marianna le si avvicinava nuotando.
Era rimasta nuda, si era tolta anche le mutandine.
«Non osare schizzarmi!»
«Tranquilla, non ho dodici anni!»
Restò a mollo davanti a lei.
«Fossi in te, toglierei anche quelle e mi godrei il bagnetto! Nuotare nudi è una sensazione magnifica.»
Marianna nuotò via e nel farlo il culo le emerse completamente fuori dall’acqua.
«Quei tipi laggiù ci vedranno!»
«E quindi? Siamo due fiche non credo si lamenteranno…»
Ma le mutandine di Monica continuavano a restare su’.
«Non costringermi a togliertele, dai.»
Forse era colpa del mare, o forse Monica si stava bagnando.
Marianna continuava a godersi il mare nuda, incurante di chi potesse star lì a vederla.
Probabilmente, tutto quello che le importava, era che la guardasse lei.
«Ma come? Hai detto che non sei una dodicenne… Non puoi fare i dispetti!»
«Ma questo non sarebbe un dispetto, credimi! Hai mai fatto il bagno nuda?»
«No»
«Andiamo Monica, hai trent’anni! Devi rimediare subito.»
La stava quasi convincendo.
«Piuttosto… Non mi hai più detto come hai fatto a placare quella stronza della signora Bianchi.»
Marianna si mise a fare il morto a pancia insù.
Era bellissima, soda, e aveva due fiorellini tatuati proprio ai lati dell’inguine.
«Vuoi la versione ufficiale o posso svelarti quella vietata ai minori?»
«Direi entrambe»
Monica finalmente aveva iniziato ad armeggiare coi laccetti dello slip per scioglierli.

«Allora: ufficialmente ero una risorsa dal grandissimo potenziale, brillante, capace e preparata.»
«E invece? Ufficiosamente?»
Le arrivò uno schizzo d’acqua dritto in faccia.
Il bikini cadde sul fondale e lei, per la sorpresa, si coprì d’istinto il viso e gli occhi, restando con le tette da fuori.
Marianna nel frattempo se la rideva alla grande.
«Vedi che ero davvero una risorsa brillante e bla bla bla! Non osare pensare il contrario!»
La schizzò di nuovo.
«Intendevo la versione vietata ai minori. Si capisce subito che hai un gran potenziale…»
«Impazziva per il modo in cui gliela leccavo.»
Per qualche istante, gli unici suoni furono le onde che si infrangevano sulla riva e le chitarre strimpellate dai ragazzi sulla spiaggia.
Che, ad ogni modo, a Monica in quel momento sembrò lontanissima, e deserta.
«E comunque alla fine ce l’abbiamo fatta, finalmente sei nuda.»
Si, l’ho notato.»
Aveva recuperato il costume dal fondo, ma senza indossarlo.
«Dici che in piscina si saranno accorte della nostra assenza?»
A Monica non importava.
«Vuoi portarmi a guardare un po’ i baristi sexy che preparano gin tonic?»
Nuotando, raggiunse Marianna e fece in modo di mettersi a galleggiare a un centimetro da lei.
Se avesse mosso anche di un niente il ginocchio, le avrebbe di certo sfiorato la fica.
Liscia, con quei due fiorellini tatuati a pochi millimetri da quel piccolo ciuffo di peli che non si era depilato.
Nonostante fossero bagnati, a Monica erano sembrati ricci e neri come i suoi capelli.
«Vuoi che ti ci porti?»
«Naaa te l’ho detto, non mi piace il tipo.»
«Giusto… Però poi non mi hai più detto quale sarebbe, il tuo tipo!»
Erano vicinissime.
Avrebbe potuto baciarla solo sporgendosi appena un pochino in avanti.
Ma continuarono a galleggiarsi di fronte, senza farlo.
«Facciamo che restiamo ancora un po’ qui? Io ti racconto del mio tipo ideale e tu di quello che facevi con la Bianchi.»
Quando la festa in piscina finì, tardi, Monica e Marianna non erano ancora tornate.